Inter – Slavia Praga, le difficoltà dei nerazzurri

Il pareggio di martedì contro i cechi dello Slavia Praga ha minato le certezze che la squadra di Conte aveva acquisito nelle prima tre partite di campionato. I fondamentali su cui si basa il gioco previsto dall’allenatore pugliese sono stati messi alla prova e spesso annullati dalle contromisure adottate dal tecnico Jindřich Trpišovský.

La costruzione a 3

Uno di quelli che sembra essere il pilastro della stagione nerazzura è certamente la costruzione bassa coinvolgendo tutti e 3 i difensori centrali, i cechi hanno subito cercato di limitare lo spazio a disposizione con un pressing ordinato a uomo.

Candreva ricevuta palla ha le linee di passaggio vicine coperte, prova quindi il passaggio verso il centro senza guardare.

Per ovviare al problema del pressing l’Inter ha provato il lancio lungo alla ricerca di Lukaku o Martinez con la speranza di poter risalire il campo. Il Belga però si è dimostrato poco utile alla causa collezionando solo 3 duelli arei vinti su 10.

I giocatori cechi hanno anticipato L’inter 15 volte, gran parte davanti alla propria difesa.

Lo Slavia Praga ha dimostrato una grande condizione atletica mantenendo per tutta la partita un buon livello di pressing e una capacità di arrivare sempre prima sulle seconde palle e sulle ribattute.

Gli errori in impostazione dell’Inter non sono stati pochi, infatti il 78% di precisione nei passaggi (quasi 10 punti sotto la media delle prime 3 partite di Serie A) denota anche una scarsa lucidità nella gestione del pallone.

Possibile soluzione: il tiro da fuori

Faticando a mettere in pratica i dogmi di Conte l’Inter ha provato a sfruttare una caratteristica dei centrocampisti: il tiro da fuori. Non ottenendo però grandi risultati.
I tentativi totali sono stati 16, 6 da dentro l’area e 10 da fuori.

Lo svantaggio e la perdita di sicurezza

Al rientro dagli spogliatoi il canovaccio della partita è rimasto invariato, l’Inter provava a sviluppare la manovra con uno sterile possesso palla, lo Slavia invece alzava il baricentro e una volta recuperata palla attaccava subito verticalmente.

L’azione del gol nasce da un’azione solitaria di Skriniar, il difensore avanza palla al piede perché impossibilitato a giocare il pallone ai compagni, arrivato però sulla Linea di centrocampo perde il pallone e lo Slavia Praga muove palla velocemente sulla fascia destra fino ad arrivare al limite dove l’uscita in marcatura di De Vrij e il lento ritorno di Skriniar permettono a Olayinka di ricevere palla in solitaria e servire il compagno ancora più libero di tirare in porta.

Nei successivi 6 minuti l’Inter perde fiducia e compattezza tra i reparti, rischiando così di subire il secondo gol.
Lo Slavia arriva facilmente al limite dell’area nerazzurra perché i centrocampisti sono distanti tra loro e permettono agli avversari inserimenti alle loro spalle.

La continuità non ha pagato

La formazione schierata da Antonio Conte ha visto pochi cambi rispetto alla precedente partita contro l’Udinese (D’Ambrosio, Gagliardini e Martinez) e anche le posizioni e i movimenti in campo non hanno subito grosse variazioni.

Per esempio Asamoah occupa una porzione di campo più avanzata rispetto al suo opposto Candreva (successivamente Lazaro). Il ghanese è la soluzione preferita da Conte attaccare la difesa avversaria partendo dalla fascia.

Da questa heatmap si può vedere come il giocatore posizionato a destra staziona molto di più vicino alla linea di metà campo mentre a sinistra viene concessa più libertà, Asamoah può scegliere se correre lungo linea o provare il dribbling e rientrare verso il centro.

Nonostante questo i passaggi completati dagli esterni sono stati poco incisivi, 17 per Asamoah 7 per Candreva (uscito a metà partita) e 17 per Lazaro. Nessuna occasione creata.

 

Dati e immagini:
Sofascore – Whoscored – Stats Zone
Canale Youtube Serie A

 

 

 

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